Le livree delle Länderbahnen (2):
Prussia e sassoniA

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Le livree in Prussia

Locomotive a vapore: dalle origini al 1883

Anche in Prussia lo sviluppo delle ferrovie fu inizialmente lasciato in mano ai privati, anche se lo Stato progressivamente estese il suo coinvolgimento nel settore. L'espansione territoriale ed economica della Prussia, culminata con la proclamazione del Reich nel 1870, determinò la volontà politica di avere un controllo unico delle ferrovie. Le successive acquisizioni o prese di controllo delle varie ferrovie private determinarono rapidamente la necessità di unificare mate riali (per quanto possibile) e norme, incluse le livree, che variavano da Ammini strazione ad Amministrazione. Le tinte più usate erano comunque toni scuri di verde, blu, rosso e, ovviamente, il nero.

Locomotive a vapore: dal 1883 alla DR

Nel 1883 furono emanate le prime specifiche "unificate" sulla livrea dei veicoli ferroviari prussiani. Per le locomotive era prescritto quanto segue:
- caldaia, rivestimento dei cilindri, cabina e tender in verde scuro
- carro della locomotiva e del tender in rosso marrone (rotbraun)
- camera a fumo, fumaiolo e praticabili in nero.

Filetti e cornici erano in nero, bordato di rosso chiaro ed il tetto della cabina poteva essere in nero anziché in verde scuro. Le marcature e le scritte di servizio erano in giallo.
Sino alle norme del 1915 questa fu la livrea ufficiale, tuttavia, già negli ultimi anni '90, di fronte al rapido sporcarsi delle macchine, specie in aree in cui l'inquina mento era notevole, le singole KED alla prima revisione utile riverniciavano in nero integrale la locomotiva, mantenendo solo il carro in rosso marrone. Pertanto, già prima della I GM un certo numero di locomotive prussiane era in una livrea ben diversa da quella tradizionalmente associata a questa Amministra zione.

Locomotive elettriche ed automotrici

Fra tutte le Länderbahnen, la KPEV fu quella che maggiormente sperimentò la trazione elettrica. Di conseguenza, in alcuni casi le soluzioni tecniche scelte per le varie macchine condizionarono l'applicazione della livrea, che ricalcava quella prevista per le locomotive a vapore. Ad esempio la ES 3 ebbe la cassa in teak non verniciato, così come il corpo centrale dell'articolata EG 538, i cui avancorpi erano però verniciati in verde, secondo le norme. Invece, la locomotiva doppia EG 551/552 ebbe le sezioni bagagliaio verniciate nello stesso rosso del carro (anche in questo caso gli avancorpi erano in verde).
Le automotrici sperimentali (a vapore, a benzina e ad accumulatori) consegnate prima del 1908 erano verniciate esattamente come le carrozze (vedi), pertanto con la tinta (o le tinte) della classe, telaio e ferramenta in nero e tetto in ocra chiaro. Dopo tale data a queste tinte fu aggiunta una fascia crema all'altezza dei finestrini e sino al ricasco del tetto. Tale livrea, tuttavia, durò poco, perché l'entrata in vigore nel 1909 della norma sull'unificazione delle tinte delle carrozze nel Reich, determinò la progressiva adozione del verde per le automotrici di III classe e del marrone per quelle di IV classe. Un caso particolare è quello delle automotrici ad accumulatori AT 391/392 e 393/394 che, consegnate nel 1910, ebbero la cassa in teak non verniciato. Le elettromotrici ET 501÷506 (poi ET 87), consegnate nel 1914/15, non avevano più la distinzione cromatica tra classi. Tuttavia, le informazioni disponibili concordano nell'indicare una livrea a due colori, un verde analogo a quello delle carrozze per la parte inferiore della cassa ed un crema per la fascia dei finestrini, separate da una banda ocra. Telaio, ferramenta e tetto rispecchiavano le tinte prescritte per le carrozze.

Carrozze

Per le carrozze le norme del 1883 prescrivevano quanto segue:
- cassa di diverso colore a seconda della classe: verde scuro per I e II classe,
  marrone scuro per la III classe.
  La I classe veniva distinta dalla II per mezzo di una "cornice" gialla che
  riquadrava la relativa sezione della carrozza
- filettature in rosso, bordate di nero
- telaio e ferramenta in nero
- tetto in ocra chiaro
- indicazioni di classe in numeri romani gialli
- scritte di servizio in bianco

Con l'introduzione della IV classe per tutto il Reich nel 1907, fu utilizzato un grigio chiaro, senza filettature e/o riquadri. Con l'adozione dei numeri arabi, questi erano in bianco su riquadro nero. Come per le altre Amministrazioni, il passaggio alla nuova livrea prevista dalle norme del 1909 richiese tempo per il completa mento.

Carri

Le norme prussiane prevedevano per i carri la seguente livrea dei carri:
- cassa in marrone rossiccio
- telaio e ferramenta in nero
- scritte di servizio in bianco

Tale livrea ispirò quella unificata del 1909 e diventerà, in pratica, quella dei carri tedeschi per molti decenni.

Le livree in Sassonia

Locomotive a vapore

Le poche informazioni disponibili fanno ritenere che le locomotive della prima ferrovia sassone, la Lipsia-Dresda, fossero all'inizio verniciate integralmente in nero, ma vi sono indicazioni che già nel 1866 lo schema di coloritura adottato dalle varie Direzioni delle ferrovie sassoni fosse in verde con filettature scure. Grazie ad una documentazione, anche visiva, relativamente abbondante, si può ragionevolmente ritenere che praticamente per tutto il periodo delle Ferrovie Sassoni (e per i primissimi anni della DR) quello sopra indicato fosse lo schema utilizzato. Nel dettaglio:
- caldaia, camera a fumo, blocco cilindri, cabina e tender in verde (medio)
- carro (e incavi delle bielle - non sempre applicato) in rosso
- bielle e cerchioni in metallo naturale
- filetti in nero, bordati di rosso, applicati anche al blocco cilindri.

Solo per alcune locomotive per treni merci (sicuramente per le XII H2 - la versio ne sassone delle G 12 prussiane) vi è testimonianza fotografica che la camera a fumo era in nero.

Locomotive elettriche ed automotrici

Le ferrovie sassoni non ebbero in dotazione locomotive elettriche. Tuttavia sperimentarono automotrici (elettriche ad accumulatori, a vapore ed a benzina) la cui livrea era identica a quella delle carrozze (vedi qui sotto).

Carrozze, bagagliai e postali

Le fonti disponibili concordano che, a partire dagli anni '70 del XIX secolo e sino alla DR, la livrea delle carrozze sassoni era la seguente:

Per tutte le carrozze il tetto era in grigio medio e le marcature di classe erano in numeri romani (in giallo) inscritti in un quadrato nero. A partire dal 1907 i numeri romani furono sostituiti da numeri arabi e lo stile delle marcature fu progres sivamente allineato a quello prussiano, mentre a partire dal 1909, a seguito dell'adozione della livrea unica per tutte le carrozze nel Reich, fu applicata una tinteggiatura in verde (cassa) e nero (telaio, ferramenta e parasala/carrelli). Tuttavia, a causa della I GM il processo procedette ancora più lentamente di quanto non fosse già normalmente, per cui ancora nel 1920 circolava un certo numero di carrozze in livrea sassone originale. Per bagagliai e postali non sono disponibili dati certi: tuttavia per i bagagliai le fonti disponibili depongono a favore di una livrea in un tono di marrone (rotbraun) analogo a quello usato per i carri unificati. I postali erano invece, in quanto assegnati alla Deutsche Reichspost, verniciati in verde: in entrambi i casi, telaio, ferramenta e parasala erano in nero. Le marcature erano verosimilmente in bianco per i bagagliai e in giallo per i postali.

Carri

Per i carri ci sono elementi per affermare con sufficiente sicurezza che sin dalle origini la livrea fosse la seguente:

Marcature e scritte di servizio erano in giallo, ombreggiate in nero. Con l'entrata in vigore - nel 1910 - della convenzione sui carri unificati, si iniziò ad applicare la livrea ivi specificata (vedi), ma, come per le carrozze, la sua applicazione fu pro gressiva e lenta.