Le Livree delle Länderbahnen (4): Baviera

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Le livree in Baviera

Locomotive a vapore: dalle origini (1835) al 1850

Come nel Baden, la livrea dei veicoli rimorchiati e delle prime macchine era quella che ciascun costruttore applicava alle proprie realizzazioni secondo scelte aziendali o prescrizioni della compagnia ordinante. Ma già nel 1843 la Commis sione Ferroviaria, in vista della costituzione della Ferrovie dello Stato Bavarese, in un suo rapporto definiva la colorazione dei veicoli come un elemento di minor importanza cui si richiedeva solo di essere economico e durevole. In base a tale ragionamento fu raggiunto un consenso per una livrea “verde smeraldo" da applicare a locomotive, bagagliai, postali e carri mentre per le carrozze la questione si rivelò più complessa (vedi dopo).

Locomotive a vapore: dal 1850 al 1920

Come sempre accade, una nuova livrea viene applicata in occasione delle manutenzioni ordinarie o delle riparazioni generali. Per cui il "verde smeraldo" fu introdotto progressivamente e si vide presto che questa tinta era poco coprente e deteriorabile. Si optò allora per il “verde cinabro”, nome fuorviante perché in realtà non era a base di cinabro (ossido di mercurio), ma probabilmente a base di biossido di cromo. L'uso del verde per le macchine è confermato da diverse fonti: la PtL 2/2 Nr. 4515 del Museo dei Trasporti di Norimberga, ivi dal 1925 e vittima dell’incendio dell’ottobre 2005, ed i modelli in 1:10 a Norimberga e al Museo di Monaco. Le tinte sono leggermente diverse tra loro, ma tutte assimilabili al “verde bottiglia” RAL. Questa livrea “integrale”, con filettature nere bordate di bianco, fu usata sino alla fine delle Ferrovie bavaresi, anche se originariamente il tono di verde del telaio era diverso da quello del resto della macchina. Mancorrenti e bielle erano di regola in metallo naturale e solo in qualche caso camera a fumo e fodere dei respingenti erano in nero.
Solo a partire dal 1908 sono disponibili documenti con le specifiche per la verniciatura dei veicoli bavaresi: ritroviamo il verde, mentre la prescritta verniciatura in nero delle bielle motrici in realtà veniva limitata agli incavi longitudinali delle stesse, lasciando il resto della biella in metallo naturale, come testimoniato dalle foto d’epoca e talvolta il nero era sosituito dal verde. Anche la tinta gialla delle cornici dei finestrini della cabina è testimoniata dalle foto, ma ci sono ragioni per credere che spesso al suo posto si usasse il nero. Infine, ci sono le verniciature speciali in occasione di eventi, che meritano una trattazione specifica (vedi dopo).
E' interessante vedere cosa significasse all'epoca verniciare una locomotiva, ripor- tando quanto prescritto nei succitati documenti. La prescritta 'mano di fondo' era in realtà composta da una stuccatura ripetuta quattro volte, seguita da rasatura. Veniva poi data una mano di aggrappante, cui seguivano tre mani di verde. Dopo l'applicazione dei filetti la verniciatura terminava con la stesura di una lacca protettiva. Un lavoro decisamente complesso e che richiedeva manodopera esperta!

Ruote rosse
Questo è uno dei temi più dibattuti. Oggi come oggi si può affermare con ragionevole certezza che la prima macchina bavarese con ruote rosse sia stata, in base al modello in scala 1:10 del Museo dei Trasporti di Norimberga (costruito nel 1903 dalle Officine Centrali di Monaco), la E I n° 2085, una locomotiva “Vauclain” ordinata alla Baldwin di Filadelfia e consegnata nel 1899. Poiché era stata acquistata a soli fini comparativi fra le tecniche d’oltreoceano e quelle europee è credibile che sia rimasta nella livrea di consegna, nera con filetti gialli e ruote rosse, una peculiarità, quest’ultima, che troverà ampia applicazione solo molti anni più tardi. Le prime macchine veramente bavaresi con ruote rosse furono, nel 1906, la S 2/6 e le S 3/6 “hochhaxigen”, cui seguirono poi le “Mallet” Gt 2x4/4, consegnate dal 1910. Si trattava tuttavia di un piccolo numero di macchine e quindi alla fine della prima decade del XX secolo la stragrande maggioranza delle locomotive bavaresi aveva le ruote verdi. Nella decade successiva, però, sempre più macchine ebbero le ruote verniciate in rosso già in fabbrica per il timore che eventuali cricche passassero inosservate, tanto che nel 1920 divenne il colore prescritto nelle Norme, anche se probabilmente vi erano ancora macchine con ruote verdi, per esaurire le scorte di vernice. I cerchioni erano in metallo naturale, come le bielle: per quest’ultime è possibile che gli incavi fossero verdi o neri.

Locomotive elettriche ed automotrici

Per la livrea delle locomotive elettriche bavaresi, attualmente si concorda che fino alla I GM fosse la stessa delle locomotive a vapore, con la differenza che la parte superiore della cassa era verniciata in una tinta crema. Molte fonti citano un verde-oliva, ma questo potrebbe essere dovuto ad una differente percezione del verde, in realtà lo stesso di macchine a vapore e carrozze, per via del contrasto cromatico con la banda crema. Cerchioni e bielle erano in metallo naturale e gli incavi di quest’ultime potevano essere in nero o in verde. In tutto furono 15 le locomotive in livrea verde-crema: le prime furono le cinque EP 3/5 (poi EP 1, infine E 62), costruite nel 1912 per la linea del Mittenwald. Seguirono nel 1914 le EP 3/6 (poi EP 3, infine E 36) e le EP 3/6 II (poi EP 4, infine E 36.2) e infine, fra 1914 e 1915, le EG 4x1/1 (poi EG 1, infine E 37). .
Le automotrici erano verniciate come le carrozze, ovverosia integralmente in verde. Lo conferma il modello in scala 1:10, del 1887, di un’automotrice a vapore a due piani, esposto al Centro Trasporti di Monaco che presenta anche cornici e filettatura in giallo e nero, analogamente a quanto si puà desumere da foto in B/N d’epoca della stessa automotrice e delle automotrici MBCi del 1904 e MCCi del 1906.

Carrozze, bagagliai e postali

Come accennato, per le carrozze la Commissione si trovo in dificoltà, perché la razionalità del ricorso ad una sola tinta è testimoniata dai verbali di consegna dei nuovi veicoli, che indicano che già a quel tempo buona parte delle carrozze era verosimilmente verniciata in verde. Tuttavia si doveva tener conto di un problema pratico: “...l’identificazione della classe delle carrozze tramite un colore corrispon dente a quello dei biglietti, insieme alle scritte appropriate, [potrebbe] contribuire a un più veloce ed ordinato accesso dei viaggiatori agli scompartimenti”. A fronte di questo stato di cose, nel 1844 la Direzione per la costruzione dei Veicoli Ferroviari chiese che le venissero presentati “Pannelli di rivestimento di legni simili e delle stesse dimensioni, accuratamente verniciati con tinte durevoli in verde, marrone, giallo chiaro, giallo cromo e rosso fiorentino, incorniciate con colori appropriati” per stabilire quali fossero le tinte più durevoli e quindi più economiche. All’elenco dei colori fu aggiunto il blu in un secondo momento. Nonostante ciò, il problema pratico del riconoscimento della classe era effettivo  e pertanto si decise di demandare la decisione al Re Ludwig I. Questi nell'agosto 1844 si espresse a favore della distinzione delle classi per colore, mentre il verde fu prescritto per tutti gli altri veicoli, lcomotive comprese. Infatti, le contempora nee illustrazioni a colori dell’avvio del servizio regolare, il 1 ottobre 1844, sulle linee Monaco-Augsburg e Norimberga-Bamberg indicano che le livree erano quelle prescritte, ovvero:
- rosso per la I classe
- violetto per la II classe
- giallo per la III classe
- verde per i bagagliai.

Ma nel servizio regolare la tinta violetta della II classe si attenuava rapidamente, assumendo di solito un aspetto grigiastro, anche se in alcuni casi virava verso il blu, per non parlare del giallo della III classe. Il rapido deteroriarmento delle tinte delle carrozze fece sì che a partire dal 1850 la finitura in “verde smeraldo" venisse applicata anche alle carrozze, con filettature nere bordate di bianco. Le cornici dei finestrini erano in giallo-ocra e le classi venivano identificate da numeri romani (I, II, III) in metallo dorato. A partire dal 1907 la classe fu indicata in numeri arabi. La stessa livrea delle carrozze era applicata anche a bagagliai e postali.

Carri

Diversamente dalle carrozze i carri furono verniciati in verde, con ferramenta e telaio neri, pressoché dall'inizio. Il verde era un po' più scuro di quello delle carrozze e filettature non erano previste. Con l'introduzione delle norme di unificazione, a partire dal 1909 ai carri fu applicata la livrea ivi prevista, ma carri in livrea verde arrivarono sino alla costituzione della DR nel 1920.

Livree speciali

I produttori di modelli nel corso degli anni hanno riprodotto numerose locomotive bavaresi in livrea speciale. Tuttavia, solo per alcune si hanno riscontri sicuri dell’effettiva applicazione di tali livree, che era di solito temporanea - in occasione di mostre/esposizioni - e quindi mai usata nel servizio ordinario. Le riportiamo qui sotto, in ordine cronologico:

S 2/6 n. 3201, Norimberga 1906
La S 2/6 fu presentata ufficialmente alla “Mostra Nazionale di Industria, Arti e Mestieri” tenutasi a Norimberga nel 1906. Caldaia e cilindri erano in metallo naturale lucidato, cabina e tender erano verniciati in una tinta compatibile (grigio chiaro o grigio-azzurro), telaio e ruote erano rossi. Dopo la prima revisione generale nel 1910, la macchina fu assegnata alla Ferrovia del Palatinato e riverniciata nei tipici colori di quell’Amministrazione. Dopo il rientro in Baviera nel 1922, fu riverniciata nel grigioverde con cui ancora oggi la si può ammirare nel Museo dei Trasporti di Norimberga. Questa macchina, pertanto, non ha mai portato la livrea standard bavarese.

S 3/5 H n. 3329 e Pt 2/5 H n. 5201, Norimberga 1906
Come la S 2/6, anche queste due locomotive furono presentate alla Mostra di Norimberga, in livrea speciale: blu scuro, grigio e nero (telaio e ruote)

S 3/6 n. 3602, Monaco 1908
Numerose fonti concordano che all’Esposizione “Monaco 1908” questa macchina fu presentata in livrea fotografica color ocra con reggiature della caldaia in ottone. Su ambo i lati della camera a fumo era applicato lo stemma reale bavarese. In base ad una foto d’epoca in B/N la tinta pare piuttosto scura.

S 3/5 H n. 3322, Monaco 1909
Per l’Esposizione “Monaco 1909” questa macchina fu parimenti presentata in livrea fotografica color ocra con filetti e cornici in nero.

S 3/6 n. 3618, Bruxelles 1910
Per l’Expo Mondiale del 1910 la macchina fu verniciata in blu scuro.

Gt 2x4/4 n. 5751, Monaco 1913
Questa macchina, la prima del suo gruppo, fu presentata ufficialmente a Monaco (Hauptbanhof) alla presenza di Re Ludwig III. Per l’occasione fu verniciata in ocra.

Gt 2x4/4 n. 5766, Monaco 1923
Prima macchina della II serie fu anch’essa verniciata in ocra per la presentazione ufficiale.

Gt 2x4/4 n. 5773 e S 3/6 n. 3709, Seddin 1924
Per l’Esposizione di Tecnica Ferroviaria di Seddin, entrambe le machine furono verniciate in blu. Non è chiaro però quale blu sia stato effettivamente utilizzato: blu-grigio, blu chiaro, blu acciaio? Si è persino favoleggiato di un “blu Seddin”, termine usato da un produttore di modelli per designare un blu chiaro…

Gt 2x4/4 n. 5773, Monaco 1925
La macchina fu ripresentata a Monaco alla Mostra dei Trasporti, stavolta in “lamiera lucida”, blu-grigia.