Baureihe
BR 360-12

Locomotiva prussiana, già
P 4.2 KPEV, MFFE, GOE

                                                            Nella foto: P 4.2
KPEV "1933 Halle" (modello Roco)

Scheda tecnica

Dati generali


Numerazione 36 001÷36 1258 Impiego treni passeggeri ordinari
Tipo locomotiva a tender separato
Costruttore Henschel, Schwartzkopff, altri
Rodiggio 2'Bn2v
Consegna 1° esemplare 1898
Gattung DRG P 24.15
N° esemplari prodotti 712*
Vmax (km/h) 90 Potenza (kW/CV) 427/581
*compresi 5 derivanti da trasformazione di altrettante P 4.1 KPEV

Misure e masse


Lunghezza ai resp. (con tender) 17.611 mm
Massa in servizio 50,4 t
Diametro ruote portanti ant./post. 1.000/- mm
Carico assiale  14,8 t/asse
Diametro ruote motrici 1.750 mm
Tender (tipo)
pr./meck. 2'2' T.16
old. 2'2' T.20
Passo 2.600 mm
Tender
(scorte carbone)
5 t(1)
(1)6 t per i tender del Mecklenburg

Prestazioni


Pendenza Massa rimorchiata Velocità
0‰ 280 t
80 km/h
5‰ 295 t
50 km/h

Premesse storiche

Tra le locomotive sperimentali progettate dall'Ing. Leitzmann per la Henschel e costruite nel 1891-1892 per la KPEV, ce n'erano anche due per treni passeggeri ordinari, una a cilindri gemelli (cosiddetto 'Tipo Erfurt') e una compound. Mentre la prima fu ordinata come gruppo P 4.1, per la seconda non vennero piazzati ordini. La preferenza per la macchina a cilindri gemelli derivava dal fatto che una locomotiva per treni passeggeri ordinari effettua frequenti fermate e le difficoltà di avviamento delle locomotive compound all'epoca non erano risolte: infatti non era ancora disponibile un dispositivo di incamminamento che fosse di semplice gestione da parte del personale di macchina. Quando questo si rese disponibile sotto forma della valvola Dultzschen, nel 1898, fu ordinata anche la versione compound come gruppo P 4.2. Queste macchine non avevano però più nulla a che vedere con le originali locomotive sperimentali: a loro furono infatti applicate tutte quelle migliorie già sperimentate sulle locomotive 'Tipo Hannover' (e già installate anche sulle P 4.1) inerenti principalmente carrello e distribuzione, nonché una cabina più grande. Il maggior numero di P 4.2 fu prodotto da Henschel e Schwartzkopff: queste macchine furono costruite sino al 1910 non solo per la Ferrovia Prussiana ma anche per quella del Mecklenburg (32 esemplari tra 1903 e 1912) e per quella dell’Oldenburg (5 esemplari nel 1907 con distributore a cassetto e altri 3 nel 1909 con distribuzione a valvole Lentz). In totale furono prodotti 707 esemplari di P 4.2, cui vanno aggiunte le due sperimentali 'Tipo Erfurt' e 5 altre macchine derivate dalla trasformazione, nel 1907, di altrettante P 4.1 in locomotive compound.

Tecnica

Le P 4.2 non avevano particolarità costruttive degne di nota, a parte il dispositivo Dultzsche, collocato in alto a destra sulla camera a fumo. Merita però trattare della ‘Danzig 238': consegnata da Schwartzkopff nel 1902, in base alle clausole del Trattato di Versailles fu ceduta nel 1919 alla PKP. Presa in carico come BR 36 457 dalla DR dopo l’occupazione della Polonia nel 1939, al termine della II GM la macchina si trovava nella Zona di Occupazione sovietica. Di conseguenza dopo il 1949 rimase nei ranghi della DR, che la modificò per sperimentare l'alimentazione a carbone polverizzato Sistema Wendler. La locomotiva aveva ora deflettori di fumo, tender ricostruito 4 T.30 Florisdorfer a telaio rigido (Steifrahmentender) e fu presentata ufficialmente il 1 maggio 1951. Ma l’aspetto rilevante di questa locomotiva non era quello esteriore, bensì il modo in cui il Sistema Wendler (usato anche in altre locomotive della DR) era stato modificato. Si intendeva infatti utilizzare come combustibili anche la polvere di lignite grezza essiccata e mattonelle di lignite polverizzate, per evitare i problemi creati dal lungo percorso che nel Sistema Wendler portava la polvere di carbone al forno. Il combustibile, sminuzzato in una camera speciale nel tender, cadeva in un condotto che correva nella base del tender e veniva lanciato contro una piastra deflettrice in acciaio da un getto di vapore surriscaldato. La miscela particelle/vapore che si formava nel condotto faceva sì che queste 'scoppiassero' polverizzandosi quando urtavano contro la piastra. La polvere veniva poi bruciata nel forno da un bruciatore rotante Wendler. La BR 36 457 rimase l'unica locomotiva con frantumatore di carbone perché problemi nella continuità di alimentazione della polvere resero impensabile l'utilizzazione nel servizio ordinario.

Impiego

Utilizzate pressoché esclusivamente nella Germania settentrionale, più di 100 P 4.2 dovettero essere cedute nel 1919 in conto riparazione danni di guerra: di queste ben 97 furono consegnate alla PKP, che le classificò Od 2. La DRG prese in carico 438 P 4.2 ex-KPEV e tutte le ex-MFFE ed ex-GOE, che classificò come BR 36 secondo questa tabella:

ex KPEV BR 36.0-4 36 001÷36 438
ex Mecklenburg (MFFE)
BR 36.6 36 601÷36 620
36 651÷36 662
ex Oldenburg (GOE)
BR 36.12 36 1251÷36 1258

Queste macchine restarono in servizio sino agli anni '30, anche se ormai venivano usate per servizi minori nelle province orientali ed il grosso fu radiato prima della II GM. A queste vanno aggiunte diverse locomotive cedute nel 1919 alla PKP che, con l'occupazione della Polonia nel 1939 erano di nuovo tornate alla DRB. Le macchine sopravvissute alla II GM e rimaste tutte in carico alla DR furono ritirate rapidamente dal servizio: la BR 36 457 sopra citata fu l’ultima locomotiva del gruppo a lasciare il servizio, nel 1959.