Baureihe
BR 382-3

Locomotiva sassone,
già Gattung XII H2
KSächsStB
Nella foto: XII H2 KSächsStB (modello Piko)

Scheda tecnica

Dati generali


Numerazione 3651÷3809
BR 38 201÷334
Impiego treni passeggeri ordinari
Tipo locomotiva a tender separato Costruttore Hartmann
Rodiggio 2'Ch2 Consegna 1° esemplare 1910
Gattung DRG P35.15
N° esemplari prodotti 169
Vmax (km/h) 90 Potenza (kW/CV) 984/1.320

Misure e masse


Lunghezza ai resp. (con tender) 19.972 mm
Massa in servizio 73,3 t
Diametro ruote portanti ant./post. 1.065/ - mm
Carico assiale 15,7 t
Diametro ruote motrici 1.590 mm
Tender (tipo)
sä. 2'2' T.21*
Passo 3.500 mm
Tender
(scorte carbone)
7 t
*sä. 2'2' T.16 nei primi 16 esemplari

Prestazioni


Pendenza Massa rimorchiata Velocità
0‰ 475 t 90 km/h
10‰ 320 t 50 km/h

Premesse storiche

La rete sassone si caratterizzava per il gran numero di linee secondarie (molte a scartamento ridotto) e per i pochi assi principali che collegavano le aree più densamente abitate ed industrializzate. Su questi ultimi circolava la gran parte delle locomotive per treni passeggeri ordinari, che agli inizi del '900 erano tutte a 2 assi accoppiati e cilindri gemelli, sia a semplice espansione, sia a duplice espansione. Poiché verso la fine degli anni zero del '900 queste erano ormai chiaramente inadeguate allo sviluppo del traffico ed al conseguente aumento di prestazioni richieste, la Ferrovia Sassone richiese alla Hartmann di realizzare una nuova locomotiva all'altezza dei tempi con rodiggio 2'C e motore a semplice espansione e vapore surriscaldato. La nuova macchina fu direttamente derivata dalla XII H1 (2'Ch2) per treni veloci, costruita a partire dal 1909 nell'ambito di un programma inteso a valutare in normali condizioni di esercizio la “miglior” soluzione per contenere i consumi di combustibile combinando tra loro vapore surriscaldato e diversi tipi di motore su una locomotiva per il resto del tutto simile (gruppi XII H, XII HV, XII H1). La prima XII H1 fu consegnata nel 1910 (un esemplare fu inviato alla Expo di Bruxelles di quell'anno) e la produzione continuò sino al 1927, quando furono consegnati gli ultimi esemplari già con la numerazione DRG, per un totale di 169 macchine.

Tecnica

La XII H2 condivideva la stessa filosofia progettuale delle altre “XII” sassoni: telaio e telaietto del carrello portante entrambi in scatolato di lamiera, forno Belpaire in rame con griglia all'interno del telaio, surriscaldatore Schmidt, assi accoppiati rigidamente inseriti nel telaio, perno del carrello traslante lateralmente di +/- 38 mm e ruote del carrello da 1.065 mm. Rispetto alla XII H1, da cui direttamente derivava, invece, presentava le seguenti differenze: caldaia di identico diametro ma più corta di 350 mm e con pressione di timbro portata a 13 bar (anziché 12 bar), cilindri di minor diametro (550 mm anziché 610 mm) agenti sul 2° asse (anziché sul 1° asse), ruote motrici da 1.590 mm (anziché 1.905 mm). Nell'arco degli anni furono apportate alcune modifiche agli apparati, ma quelle esteticamente rilevanti riguardano la posizione dei praticabili laterali e la forma del portello della camera a fumo. Quest'ultimo era conico nei primi esemplari (da 3651 a 3666), che furono consegnati con il tender sä. 2'2' T.16, ed emisferico in tutti i successivi. I praticabili, invece, allineati al pavimento della cabina sino all'esemplare 3681, furono collocati in posizione più alta a partire dall'esemplare 3682 e ivi rimasero sino alla fine.

Impiego

A differenza della XII H1, che era risultata del tutto insoddisfacente, la XII H2 si rivelò una macchina di ottimo rendimento e robusta, perfettamente idonea alle necessità di traffico sulle impegnative linee sassoni. Il maggior numero di esemplari, in realtà, fu costruito dopo la I GM: gli accordi di Versailles che assegnarono 25 esemplari alla Francia, dimezzarono la consistenza del gruppo e la carenza di locomotive per treni passeggeri ordinari portò a consistenti riordini da parte della DR/DRG che le classificò da BR 38 201 a 334. Anche se l'ambito operativo principale di queste macchine fu sempre la Sassonia, dal 1937 al 1939 diversi esemplari furono distaccati in depositi della Germania meridionale e un numero significativo in quelli dei Sudeti per rimpiazzare le locomotive ritirate da tali depositi dai cecoslovacchi Nel 1941 15 macchine rientrarono a “noleggio” dalla Francia e furono anch'esse inserite nel Baureihe 38.2-3. Alla fine della II GM le BR 38.2 in territorio tedesco erano 75, incluse 12 ex-”francesi”, al luglio 1945: le altre erano in territorio cecoslovacco dove la ČSD le utilizzò sino alla fine degli anni '50. La DR le utilizzò ben più a lungo: nel 1967 ne risultavano in carico ed attive ancora 53 e l'ultimo esemplare fu ritirato dal servizio nel 1971. La BR 38 205 è stata conservata per i posteri come locomotiva museale.